Monti: "Risolveremo il problema esodati"
ROMA - Accelerare i tempi di approvazione della riforma del mercato del lavoro. E' l'appello del premier Mario Monti alle Camere, per una risoluzione positiva di una riforma che è stata ampiamente chiesta dall'Europa
ROMA - Accelerare i tempi di approvazione della riforma del mercato del lavoro. E' l'accorato appello del premier Mario Monti alle Camere, per una risoluzione positiva di una riforma che è stata ampiamente chiesta dall'Europa. Tagliare il traguardo dell'approvazione entro il 27 giugno è la priorità, visto che nei giorni successivi si terrà il Consiglio Europeo.
Una nota diffusa da palazzo Chigi mette nero su bianco le intenzioni del presidente del Consiglio che "si impegna a risolvere tempestivamente, con appropriate iniziative legislative, altri problemi posti dai gruppi parlamentari: la questione degli esodati e alcuni aspetti della flessibilità in entrata e degli ammortizzatori sociali. Su questi temi il governo sta lavorando anche sulla base delle costruttive proposte provenienti dai gruppi di maggioranza". E i contatti telefonici avuti dallo stesso premier con Alfano, Bersani e Casini fanno ben sperare palazzo Chigi.
Il disegno di legge sul lavoro dovrebbe arrivare in Aula alla Camera lunedì. Qui il governo porrà la questione di fiducia che sarà votata martedì o al massimo mercoledì 27. Per il Pdl è stato Silvio Berlusconi ad annunciare il via libera, per “lealtà” a Monti, anche se la riforma non convince. L’ex ministro Renato Brunetta ha però confermato l’intenzione di non votare una riforma “inutile e dannosa”. Per il Pd il sì era stato preannunciato da Massimo D’Alema, che però ha invitato la Commissione Europea a smetterla col pressing sul Parlamento. E il segretario dei democratici Pier Luigi Bersani, incontrando alla Camera il ministro dei Rapporti con il Parlamento Piero Giarda, gli aveva ricordato che il partito vuole comunque che il governo “passi ai fatti” rispetto agli impegni presi.
Ma la questione più delicata riguarda gli esodati. La Fonero ha stimato in 55mila quelli che dovrebbero essere tutelati in aggiunta ai 65mila già salvaguardati col decreto Salva-Italia, che stanzia per loro 5 miliardi. Ci sono poi una serie di richieste di modifica della riforma del mercato del lavoro che il governo dovrebbe accogliere con emendamenti che verranno presentati al decreto sullo Sviluppo che ancora deve cominciare l’iter parlamentare. “Il Pdl - ricorda Giuliano Cazzola - chiede il ripristino pieno della detassazione (aliquota al 10%) del salario di produttività e una maggiore flessibilità su contratti di somministrazione, contratti a termine, apprendistato e partite Iva”. “Il Pd - aggiunge Cesare Damiano - chiede invece il rinvio di un anno, dal 2013 al 2014, del nuovo sistema di ammortizzatori sociali fondato sull’Aspi”.





